L’Argine a Vencò
Direttrice: Vittoria Klugman
L’Argine a Vencò ha aperto le porte a fine 2014. Poco più di 20 ospiti sono accolti in un edificio moderno costruito accanto ad un mulino del ‘600.
Le grandi vetrate delle due sale si affacciano da un lato sui vigneti e dall’altro sul giardino e l’orto.
Siamo a Dolegna del Collio, in una terra di confine.
Il fiume Judrio, al termine della strada bianca che conduce all’ingresso del locale, separa il Collio Goriziano e i Colli Orientali del Friuli, mentre il confine con la Slovenia si trova solo ad un paio di chilometri.
La chef Antonia Klugmann, proprietaria insieme alla sorella Vittoria, propone due menù degustazione, uno da 10 e uno da 6 portate, che si rinnovano nel tempo seguendo il trascorrere delle stagioni.
La sua cucina valorizza il territorio in cui vive e lavora utilizzando ingredienti che, essendo locali e comuni in natura, hanno un ridotto impatto ambientale.
Gli scarti sono evitati grazie a tecniche, tradizionali e moderne, che consentono di impiegare anche parti degli ingredienti che normalmente vengono gettate.
L’ampio impiego dei vegetali e l’apparente semplicità dei piatti, sono ulteriori caratteristiche di uno stile gastronomico fortemente identitario e personale.
La campagna con i vigneti e l’orto entra prepotentemente nelle sale de L’Argine a Vencò grazie alle grandi vetrate. Una finestra consente agli ospiti di osservare i cuochi al lavoro, valorizzando l’importanza dei loro gesti nell’esecuzione delle ricette.
L’arredo del locale accosta oggetti di design e pezzi di arredo più classici insieme a piante e quadri prevalentemente informali. L’estetica complessiva è coerente con il gusto e la concezione di cucina e sala.
Il servizio di Romano De Feo e Veronica Kriznic, attento, puntuale ma mai invadente, accompagna gli ospiti alla scoperta dei prodotti e delle tecniche di cucina.
In abbinamento ai menù il sommelier Roberto Stella propone due degustazioni di vino.
La prima rappresentativa del territorio inteso, in coerenza con l’indirizzo del locale, come
transfrontaliero. Troviamo, quindi, piccole e piccolissime aziende del Collio Friulano, dei Colli Orientali, del Carso Triestino e della Brda slovena.
La seconda, invece, spazia tra l’Italia e l’estero con una selezione di etichette comunque coerenti con l’impostazione del ristorante.
La carta dei vini, si è ampliata nel tempo e raccoglie sempre più referenze ritenute rappresentative delle altre Regioni d’Italia e dell’Estero.
Particolare attenzione viene riposta nell’approfondire non solo il lavoro in cantina ma anche in campagna dei produttori di vino.
LOCALE CONSIGLIATO
Lido 84 – Giancarlo Camanini – Direttore del ristorante